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Crata dei Produttori biologici e biodinamici


Noi e il contesto

Noi produttori siamo consapevoli del ruolo etico e sociale dell'agricoltura biologica e biodinamica e proponiamo con questa Carta un Patto per un modello agricolo rurale sostenibile.
Ci rivolgiamo alle Istituzioni, ai consumatori ed alle diverse forze sociali a cui interessano i valori fondanti della cultura e della filosofia di vita biologica e biodinamica, fondata sul benessere ed il rispetto della persona umana, degli animali e della salubrità dei prodotti. Ovvero, uno stile di vita  biologico  alternativo al modello dominante che abusa di sostanze non naturali  per l'esercizio delle produzioni agricole.

Riteniamo l'agricoltura biologica e biodinamica il solo modello di agricoltura possibile. Essa assume giorno dopo giorno una dimensione  sempre maggiore, soprattutto dal lato dei consumi, ma deve vedere un nuovo e diverso protagonismo della produzione biologica nazionale, pur sempre soggetta ad una diversa tutela rispetto all'agricoltura convenzionale.
Da tempo, i produttori biologici e biodinamici ritengono che il loro stile di vita e le loro pratiche di produzione giocheranno un ruolo essenziale nel futuro. Poiché essi puntano alla salubrità e alla qualità dei prodotti in modo naturale ed eco-sostenibile, ma in specie essi tendono al mantenimento della vocazione naturale dei terreni agricoli sempre più minacciati dal fenomeno della desertificazione, della cementificazione del suolo e dallo spopolamento delle campagne.
Siamo orgogliosi che per legge gli OGM siano vietati in agricoltura biologica e chiediamo ferrei interventi legislativi per  tutelare  i nostri prodotti da tutte le possibili contaminazioni.

 


Le nostre richieste alle Istituzioni

Alle Regioni e al Ministero chiediamo un diverso impegno a sostegno del comparto a cominciare dalla nuova programmazione dello sviluppo rurale e della relativa politica europea. Ci impegniamo a presentare e sostenere delle proposte a livello nazionale e di ogni Regione per un diverso ruolo dell'agricoltura biologica nello sviluppo rurale.
Chiediamo che il MiPAAF si doti di un Piano Nazionale per l'Agricoltura Biologica ed un Ufficio all'altezza delle esigenze dei produttori biologici ed in particolare che sia predisposto un Programma di interventi che incida sui nodi strutturali da affrontare:

• aggregazione dei produttori
• ruolo dei produttori nella filiera
• accorciamento della filiera
• ricerca e sperimentazione concordate e realizzate insieme alle organizzazioni ed associazioni di produttori.


Chiediamo al Governo Nazionale che sia varata una politica fiscale di vantaggio che riconosca attraverso specifici interventi di deduzioni o detrazioni i maggiori costi che il produttore biologico affronta anche per mantenere integri le risorse naturali e l'ambiente in cui opera, ma soprattutto chiediamo la valorizzazione delle attività che svolgiamo dirette a tutelare e a proteggere l'ambiente e ogni bene comune (aria – acqua – suolo - biodiversità).
Al Sistema di Controllo chiediamo una drastica riduzione degli adempimenti burocratici per i produttori biologici e un severo sistema di controllo per i produttori convenzionali. Inoltre, chiediamo un controllo più improntato alla sostanza del metodo produttivo e una maggiore severità verso gli operatori bio che non rispettano le regole.

 


I nostri alleati naturali

Per continuare nello svolgimento di attività agricole biologiche e biodinamiche, ma soprattutto per la realizzazione dei nostri progetti intendiamo lavorare con le popolazioni locali, i “cittadini consumatori” e le associazioni ambientaliste con i quali condividiamo uno stile di vita salutare e naturale,  un modello di sviluppo rurale caratterizzato dall'osservanza di tipici valori etici “bio” o “organici” e una alimentazione improntata alla sostenibilità e al benessere della persona umana e degli esseri viventi di ogni specie e razza, comunque nel rispetto dei valori etici biologici. 

 


Un patto per lo sviluppo dell’Agricoltura Biologica Italiana

1) Aggregare i produttori per farli contare di più nella filiera è il primo passo per accedere a sistemi economici organizzati con la stessa dignità degli altri soggetti economici. Sosteniamo la formazione e il riconoscimento delle Organizzazioni di Produttori (OP) biologici a partire dal territorio: per il miglioramento della logistica e la continuità delle forniture; per la definizione di parametri qualitativi condivisi; per il collegamento tra aree e settori produttivi diversi; per il finanziamento di azioni di assistenza tecnica e commerciale alle singole aziende; per rispondere, in fin dei conti, alle esigenze del mercato. Come produttori dobbiamo rilanciare la formazione delle OP anche nei settori non ortofrutticoli utilizzando le provvidenze previste dalla legislazione vigente. I produttori, consapevoli del valore dell'unità fra di loro devono essere coinvolti direttamente nella costituzione e nella gestione delle OP per mantenere un basso livello di costi di gestione e creare una coesione reale tra i produttori.

 


2) La filiera corta e il mercato locale possono e devono crescere ben oltre la quota che oggi rappresentano nel mercato dei prodotti biologici perché sono uno strumento privilegiato di valorizzazione del reddito dei produttori e del legame con il territorio. Ci adoperiamo per la valorizzazione delle Rete Nazionale di Filiera Corta Bio perché diventi uno strumento di promozione delle aziende e dei sistemi di filiera corta e per una interazione dei soggetti che vi operano.

 

3) Ci impegniamo al varo di un progetto pilota interprofessionale: produttori, trasformatori e distributori definiscano insieme nuove regole contrattuali che determinino modalità di formazione dei prezzi dei prodotti, parametri qualitativi e modalità di forniture e gestione delle piattaforme di condizionamento e trasformazione improntate all'abbattimento maggiore possibile dei costi. FederBio si adopera per realizzare questi accordi interprofessionali attraverso i quali auspichiamo una decisa inversione di rotta della Distribuzione rispetto al recente passato. Ciò  per abbracciare una convinta valorizzazione della produzione biologica nazionale, anche attraverso campagne, sostenute istituzionalmente, di carattere informativo e promozionale verso i consumatori; campagne che in modo trasparente e convincente evidenzino la differenza tra il prodotto biologico e quello convenzionale, il contributo dell'agricoltura biologica alla tutela dell'ambiente e della salute dei consumatori, la ricaduta del valore dell'agricoltura biologica sul territorio; l’importanza della stagionalità, ovvero: del consumo dei prodotti di stagione.


Approvata dalla Assemblea dei Produttori biologici e biodinamici dell’8 e 9 febbraio 2011”Adesso parlo Bio”; documento aperto a ulteriori contributi da parte dei produttori biologici e biodinamici.